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Ricette regionali

Scusate l’assenza (so che in realtà eravate felici di non avere più mie notizie) ma tra visite, uffici pubblici e qualche giorno da mamma e papà a farmi coccolare non sono riuscita ad accendere il computer. Presumo che in questo arco di tempo abbiate iniziato a pensare a cosa preparare per il pranzo di Natale e se non è così ci sono qua io per darvi qualche piccolo spunto.

Ammettiamolo: cotechino e zampone sono buonissimi ma forse sarebbe anche ora di cambiare e questa lonza di maiale alle mele fa al caso nostro. Confesso che l’idea di abbinare frutta e carne non mi ha mai convinto ma quest’anno mi sono resa conto di non poter partire prevenuta senza aver mai assaggiato niente, così ho provato e sono rimasta piacevolmente sorpresa. Le mele e il maiale si sposano davvero bene creando un sapore veramente piacevole che riuscirà a stupire anche i vostri ospiti più scettici. Un altro lato positivo è che potete preparare questo piatto il giorno prima, tagliarlo a fette da freddo e scaldare poi ognuna in padella o in forno al momento di servire, in modo da non  dover passare ore in cucina mentre gli altri stanno belli tranquilli a chiaccherare in sala da pranzo.

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INGREDIENTI PER 6 PERSONE:

1 kg di lonza di maiale in un solo pezzo

1 spicchio d’aglio

2-3 cucchiai di farina

1 bicchiere di latte

il succo di 1 limone

2 mele

rosmarino

brodo

burro

sale

pepe

PREPARAZIONE

Sbucciate le mele, tagliatele a fettine non troppo sottili e bagnatele col succo di limone.

Fate sciogliere una bella noce di burro in un tegame, aggiungete lo spicchio d’aglio spellato, il rosmarino ed agiatevi la carne facendola rosalare bene da ogni lato. Salate, pepate e aggiungete le mele. Abbassate un po’ il fuoco e lasciate cuocere per 15 minuti, quindi mettete la lonza e le mele in una pirofila. Mescolate il fondo di cottura della carne con la farina ed il latte e versate questo intingolo sulla lonza.

Cucinate in forno caldo a 180 gradi per circa 50 minuti. Se notate che durante la cottura il sugo si asciuga troppo aggiungete un po’ di brodo caldo.

Sfornate e servite caldo.

Buona giornata amici!

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Non so come sia stata la vostra settimana ma io ho passato la mia girando come una trottola tra visite e prenotazioni di esami, concludendo ben poco e scoprendo che nonostante sia un mese che sto attenta alla dieta ho preso due kg. Probabilmente se avessi mangiato ciò che desideravo ora sarei una sorta di dirigibile vivente e mi potreste vedere in uno di quei programmi televisivi sull’obesità in gravidanza. Ieri ho raggiunto l’apice dell’isteria e ho deciso di mandare tutti a quel paese, ho mangiato solo carboidraiti e non mi sento nemmeno in colpa: sono soddisfatta e soprattutto sazia. Ora però sto organizzando dei casting per mandare una mia sosia alla prossima visita perchè no, non ho nessuna voglia di prendermi l’ennesimo cazziatone sulla corretta alimentazione e blablabla.

Mentre cerco chi mi possa sostituire vi presento questo piatto di pesce che per me ha un solo ed unico significato: casa. Le seppie in tegame con la polenta sono una ricetta tipica veneziana e anche se ad alcune persone può fare un po’ impressione l’aspetto del piatto posso assicurarvi che sono una prelibatezza unica. Questa preparazione vi scalderà durante le fredde giornate autunnali e lascerà a bocca aperta i vostri ospiti; l’unica cosa a cui dovete stare attenti è a non macchiarvi perchè l’inchiostro delle seppie è una delle cose più difficili da togliere.

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INGREDIENTI PER 4/6 PERSONE:

1 kg di seppie

2 spicchi d’aglio

salsa di pomodoro

alloro

vino bianco

olio

sale

polenta istantanea

PREPARAZIONE

Per prima cosa quando acquistate le seppie dovete farle pulire bene dal pescivendolo, che deve mettervi da parte le sacche con l’inchiostro, togliere alle seppie la pelle, il becco, la sacca interna con gli escrementi e gli occhi.

Tagliate le seppie a fettine e mettetele in una padella calda con un filo d’olio e l’aglio. Mescolate, sfumate col vino bianco, aggiungete una foglia di alloro, sale, 2 cucchiai di salsa di pomodoro, un po’ d’acqua tiepida e fate sobbollire per un paio di minuti. Aggiungete le sacche con l’inchiostro e rompetele immediatamente con una forchetta (se non la fate diventano dure e non riuscirete a colorare le vostre seppie).

Abbassate il fuoco e lasciate cuocere per circa 15 minuti. A questo punto assaggiate e se necessario prolungate la cottura (dipende dalle dimensioni delle seppie).

Quando le seppie sono quasi pronte preparate la polenta seguendo le istruzioni sulla confezione.

Servite le seppie insieme alla polenta e godetevi un tipico pranzo veneziano.

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Quando ero piccola e mi portavano in una pasticceria la domanda che mi ponevo era sempre la stessa: bignè al cioccolato o budino di riso? Col passare degli anni e senza un’apparente motivazione i budini di riso hanno iniziato a scomparire dai banconi e quando ho trovato questa ricetta sulla Cucina Italiana di aprile sono corsa al supermercato per procurarmi tutti gli ingredienti. La preparazione è semplice ma non proprio veloce, il risultato però è garantito. Il sapore è proprio quello dei budini che mangiavo da piccola in pasticceria: semplicemente delizioso. Non so bene se consigliarvi di mangiare questi dolcetti a colazione o dopo pranzo perchè io li mangerei tutto il giorno, quindi provateli e ditemi il vostro parere sul giusto momento per assaporarli.

Budini di riso fiorentini

INGREDIENTI PER 12 BUDINI:

950 gr di latte

335 gr di farina 00

165 gr di zucchero a velo più un po’

150 gr di riso Originario

150 gr di burro più un po’

100 gr di zucchero semolato

3 tuorli

2 uova

2 arance

1 bacello di vaniglia

limone

sale

PREPARAZIONE

Impastate 300 gr di farina con 150 gr di burro, 1 uovo, 2 tuorli, 85 gr di zucchero a velo, la scorza grattugiata di mezza arancia ed un pizzico di sale. Formate un panetto, avvolgetelo nella pellicola e fate riposare in frigorifero per un’ora.

Scaldate in una casseruola 600 gr di latte con lo zucchero semolato, un pizzico di sale, i semi di un bacello di vaniglia, la scorza grattugiata di un’arancia e di mezzo limone. Unite il riso e lessatelo per una ventina di minuti mescolando spesso. Spegnete, mantecate con poco burro e fate raffreddare.

Mescolate 80 gr di zucchero a velo con 35 gr di farina, 1 uovo e 1 tuorlo. Portate a bollore 350 gr di latte col bacello di vaniglia che avevate precedentemente privato dei semi, la scorza grattugiata di mezzo arancio e di mezzo limone. Togliete la vaniglia e versate poco latte sulle uova sbattute; mescolate bene quindi versate tutto il latte rimasto. Rimettete sul fuoco e cuocete mescolando per un paio di minuti ottenendo una crema pasticciera.

Stendete il panetto di pasta frolla con uno spessore di 3-4 mm quindi ritagliate 12 dischi di 9 cm di diametro ed adagiateli in uno stampo da muffin con 12 cavità da 7 cm.

Amalgamate il riso con la crema pasticciera fredda e disponete il composto all’interno dei gusci di pasta frolla.

Infornate a 180 gradi per 20 minuti, quindi abbassate la temperatura a 160 gradi e cucinate per altri 10 minuti. Sfornate i buditi, toglieteli dallo stampo, fateli raffreddare e serviteli spolverizzati di zucchero a velo.

Buona merenda amici!

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E poi ti ritrovi nella tua vecchia stanza a guardare in giro cercando di capire quali cose puoi buttare perchè ormai non significano più nulla e quali portare via, per averle sempre con te. Tra vecchi diari colorati e libri da adolescente in crisi esistenziale ci sono dei vecchi quaderni, li apri distrattamente e all’improvviso torni indietro di 14 anni. Su quei quaderni sbiaditi ci sono  trascitti tutti gli sms ricevuti dal 2001 al 2004 e una volta capito questo smettere di leggere è praticamente impossibile. Dopo un’ora passata sul divano rivivendo fatti tanto lontani e ricordandomi di eventi ormai dimenticati sono giunta ad una sola ed unica conclusione: era davvero una piccola ansiosa rompiscatole. Diversi ragazzi con cui sono uscita ai tempi della scuola mi avevano definita “appiccicosa” ed in un caso addirittura “adesiva” ed io ci ero rimasta malissimo sostenendo il contrario. Ora, dopo un’accurata analisi di questi reperti, posso dire che in effetti avevano ragione e chiedo immensamente scusa soprattutto a Z. per i mille immotivati scleri dei primi anni 2000. Dopo aver rivissuto tante ansie e patemi d’animo sono decisamente felice di essere cresciuta ed ovviamente quei quaderni li ho portati con me, per ricordarmi che quando penso di essere completamente squilibrata mi sbaglio, perchè a quei tempi ero da manicomio e ora in confronto potrei tenere un corso sulla gestione dell’emotività.

E ora rilassiamoci un po’ con la tenerina ferrarese, una delle torte più buone e cioccolatose d’Italia.

Tenerina ferrarese

INGREDIENTI:

200 gr di cioccolato fondente

100 gr di burro

100 gr di zucchero

3 uova

3 cucchiai di farina

zucchero a velo

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato spezzettato col burro a tocchetti e lasciate intiepidire.

Sbatette lo zucchero ed i tuorli fino ad ottenere un composto chiaro ed omogeneo, quindi unite la farina e mescolate.

Montate a neve gli albumi.

Incorporate il cioccolato fuso al composto di uova e farina, amalgamate bene ed unitevi gli albumi montati mescolando delicatamente dall’alto al basso.

Imburrate ed infarinate una tortiera, versatevi il composto ed infornate a 190 gradi per 20-25 minuti.

Sfornate, fate raffreddare e spolverizzate di zucchero a velo.

Buon week-end!

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Tenerina ferrarese 3

Tenerina ferrarese 4

IN

Ah il silenzio della neve, quei candidi fiocchi che scendono dal cielo e che ti fanno stare in pigiama tutto il giorno, sotto una coperta guardando fuori dalla finestra i bambini che fanno pupazzi di neve…se non sei al lavoro ovviamente. Ieri mattina quando mi sono alzata e ho visto la neve mi sono fatto coraggio, ho chiamato la mia amica/collega/compagna di viaggi in auto con improbabili siruazioni metereologiche, sono andata a prenderla e insieme siamo andate al lavoro. Tutto sommato durante la giornata il tempo è lievemente migliorato così quando siamo uscite alle 6 di sera eravamo abbastanza tranquille. Finchè non ho visto la mia macchina. Era lì, immobile, circondata e ricoperta da uno spesso strato bianco decisamente faticoso da rimuovere. Dopo aver esaurito le mie scarse forze fisiche a spalare ci siamo messe in moto e, dopo un lunghissimo viaggio costellato di imprecazioni contro i comuni che non puliscono le strade e panico alla sola vista di tir che mi volevano superare, siamo finalmente arrivate a casa.

Stamattina invece non sono stata svegliata dalla sveglia, ma dal cellulare del Trattore che suonava perchè la sua dipendente era in preda ad un attacco di panico dopo aver aperto le finestre. Sembra di essere in Trentino. Il paese in cui lavoro è senza luce, acqua e riscaldamento; praticamente chi abita lì fa prima a scendere in giardino e costruirsi un igloo. Così eccomi qui: il programma della giornata è restare in pigiama a qualsiasi costo e fare una maratona di telefilm fino a primavera.

E per pranzo, con questo freddo, non c’è niente di meglio di una bella minestra bollente non siete d’accordo?

Minestra di farroINGREDIENTI:

100 gr di speck a striscioline

100 gr di farro

un litro e tre quarti d’acqua

1 cipolla

1 carota

1 gambo di sedano

olio

sale

Mettete lo speck a soffriggere in una pentola grande con un filo d’olio, quindi aggiungete il farro e l’acqua. Fate bollire per un’ora e mezza, poi aggiungete le verdure tagliate a pezzettini e continuate a cuocere per altri 30 minuti circa. Se durante la cottura si asciuga troppo mettete altra acqua. Aggiustate di sale e servite ben caldo, magari con dei crostoni di pane.

Buona neve!

Minestra di farro 2Minestra di farro 3

Non sono mai stata a Lecce, nè in Puglia, quindi non sono del tutto sicura che questa ricetta rispecchi quella della tradizione salentina; se tra di voi c’è qualcuno che sa dirmi quanto sono stata eretica è pregato di lasciare un commento (lo so vorreste venire qui a prendermi a schiaffia ma siate clementi). A mia discolpa posso solo dire che ho trovato questo piatto sulla Cucina Italiana che, di solito, è abbastanza fedele quando si tratta di piatti tipici regionali. Comunque sia vi consiglio vivamente di provare questi rustici, sono perfetti come antipasto e sono semplicemente deliziosi. Vi chiedo infinitamente scusa per le orribili foto ma era buio pesto e non mi pare che nessuno mi abbia ancora regalato una Reflex quindi…regalatemene una al più presto 🙂

Rustici leccesiINGREDIENTI PER 8 PEZZI:

500 gr di pasta sfoglia

250 gr di latte

250 gr di pomodori pelati sgocciolati

125 gr di mozzarella

25 gr di burro

25 gr di farina

1 uovo

sale e pepe

 

Sciogliete il burro in una casseruola e stemperatevi la farina. Aggiungete il latte freddo e portate e bollore sempre mescolando. Cuocete per 8-10 minuti fino ad ottenere una besciamella bella densa. Salate, pepate e lasciate raffreddare.

Spezzettate i pelati e sgocciolateli ulteriormente.

Tagliate a dadini la mozzarella.

Ritagliate dalla sfoglia 16 dischi (ognuno con un diametro di 9 centimetri). Disponete su 8 dischi un cucchiaio di besciamella, un cucchiaino di pomodri e qualche dadino di mozzarella. Spennellate i bordi dei dischi di base con l’uovo sbattuto e copriteli con gli altri 8 dischi di sfoglia, chiudendo bene i bordi.

Spennellate la superficie dei rustici con l’uovo sbattuto e infornate a 190 gradi per 20 minuti.

Buona domenica!

Rustici leccesi 2

 

Sono mesi ormai che sono colta da una disperata voglia di andare in Trentino. La cosa è abbastanza strana se consideriamo il fatto che ci sono stata per moltissimi anni di fila coi miei genitori ed odiavo andarci; non  mi piaceva camminare, detestavo gli insetti e mi annoiavo a morte. Tuttavia è almeno un anno che assillo il Trattore per portarmici e non ho ancora trovato pace. Per cercare di placare questo desiderio ho tirato fuori un preziosissimo libretto di cucina pieno di ricette tipiche trentine e così vi presento questi sformatini di riso dolce con salsa ai lamponi davvero deliziosi. La prima volta che io e mio fratello li abbiamo assaggiati li abbiamo definiti “orgasmici” quindi bando alla timidezza e provateli.

Sformatini di riso dolce con salsa ai lamponiINGREDIENTI PER 4 PERSONE:

150 gr di riso Originario

mezzo litro di latte

l’interno di un baccello di vaniglia

scorza di limone

90 gr di zucchero

4 uova

sale

burro

PER LA SALSA:

200 gr di lamponi

80 gr di zucchero a velo

 

Mettete il riso in una pentola col latte freddo, aggiungete una presa di sale, l’interno di un baccello di vaniglia, un po’ di scorza di limone grattugiata e portate a ebollizione. Terminate la cottura a fuoco lento mescolando di tanto in tanto. Togliete dal fuoco.

Montate i tuorli con metà dello zucchero, aggiungeteli al riso e lasciate raffreddare.

Montate a neve le chiare col rimanente zucchero ed incorporatele delicatamente al riso.

Imburrate degli stampini di alluminio e riempiteli con il composto. Infornate a 180 gradi per mezz’ora circa.

Nel frattempo riducete in poltiglia 200 gr di lamponi, passateli in modo da eliminare i semi e portate questa purea a ebollizione con lo zucchero a velo. Cuocete per 3/4 minuti.

Servite gli sformatini a temperatura ambiente con la salsa calda.

Buon sabato!

Sformatini di riso dolce con salsa ai lamponi 2Sformatini di riso dolce con salsa ai lamponi 3

Forse c’è una cosa di me che non acora non sapete: sono una drogata. Esiste una sostanza, o meglio, un cibo, di cui mi nutrirei in continuazione e quando non ne assumo abbastanza vado incontro ad una vera e propria crisi di astinenza: sento sudori freddi, mi fa male la testa e il mio umore diventa pessimo, inizio ad insultare tutte le persone che mi circondano fino al momento in cui non riesco a trovare un’altra dose. Ebbene, si tratta delle pizzette di pasta sfoglia. Quando abitavo a Venezia non mi capitava mai di essere in crisi di astinenza, infatti queste piccole delizie vengono preparate praticamente in tutti i panifici e in tutte le pasticcerie dell’isola, ma qui le cose sono diverse. Le pizzette sono merce rara e i pochi bar che le producono non lo fanno con costanza. Stamattina è successo: sono andata in crisi, così prima di andare al lavoro mi sono fiondata in un locale che di solito le ha sempre in bella vista, ma niente. Le tempie hanno iniziato a pulsarmi insistentemente e la vista si è fatta annebbiata, così sono andata in un’altra pasticceria, ma nulla. Un disastro, le pizzette qui sono in via di estinzione al pari delle tartarughe giganti. Io faccio un disperato appello a tutti gli esercenti della zona: vi prego, inserite le pizzette di pasta sfoglia nei vostri menù, vi posso garantire che avrete una cliente fissa che vi brucerà tutte le scorte in men che non si dica, per favore aiutatemi. L’unica soluzione sembra essere quella di rinchiudermi in un centro di disintossicazione per tossicodipendenti.

Bene, ora che avete un motivo in più per chiamare la neuro vediamo questa pasta e fagioli di Carlo Cracco che è veramente semplice da preparare e deliziosa. E’ un piatto un po’ invernale ma visto che sembra essere tornato l’autunno è perfetto per scaldarsi un po’.

Pasta e fagioli di CraccoINGREDIENTI PER 6/8 PERSONE:

600 gr di fagioli borlotti freschi (400 gr se secchi)

200 gr di ditalini

40 gr di sedano

40 gr di carote

40 gr di cipolla

2 patate

1 foglia di alloro

4 litri d’acqua

1 cucchiaio d’olio evo

sale grosso e pepe

 

Se usate i fagioli secchi metteteli il giorno prima a bagno in acqua.

Tagliate le verdure a pezzetti e mettetele in una pentola, aggiungete i fagioli, coprite d’acqua, unite l’alloro ed il sale e fate cuocere per circa un’ora e mezza.

A cottura ultimata togliete qualche mestolo di fagioli interi e frullate tutto il resto.

Rimettete nella pentola i fagioli interi, cuocete la pasta lasciandola un po’ al dente quindi unitela ai fagioli coi quali terminerà la cottura.

Condite con sale, pepe e olio crudo.

Buona serata a tutti.

Pasta e fagioli di Cracco 2Pasta e fagioli di Cracco 3

Diamo tutti un caloroso benvenuto alla mia intolleranza alimentare che, dopo mesi di prolungata assenza, è tornata in tutto il suo splendore. Stavolta non è servito fare alcun test medico, mi è bastato mangiare un paio fette di pizza per rendermi conto che era di nuovo con me,  più prepotentemente che mai. Questo significa che mi aspettano almeno un paio di mesi di dieta ferrea e che ogni cena o pranzo fuori con gli amici sarà una tortura (l’ultima volta mi sono quasi messa a piangere mentre gli altri mangiavano una bellissima pizza napoletana e io avevo di fronte 3 fette di prosciutto crudo). Ma cerchiamo di essere ottimisti: la prova costume si avvicina e un paio di chili in meno non fanno male a nessuno, quindi……quindi niente, voglio buttarmi dalla finestra ma cerco inutilmente lati positivi che non esistono. Ho comunque deciso di non iniziare subito questa tortura ma di aspettare i primi di maggio, giusto per finire le scorte di cibi proibiti in casa e togliermi qualche sfizio.

Dopo questo aggiornamento sul mio pessimo stato di salute vediamo questa ricetta della tradizione amata da grandi e piccini: gli gnocchi alla romana. Giusto per la cronaca sappiate che non li ho preparati io ma la mia mamma, che li ha serviti a Pasqua per la gioia di tutti i presenti.

Gnocchi alla romanaINGREDIENTI:

1 litro di latte

210 gr di semolino

2 tuorli

30 gr di burro

35 gr di parmigiano grattugiato

noce moscata

sale

Fate bollire il latte col sale, aggiungete il semolino ed una noce di burro, quindi mescolate e lasciate bollire per circa un minuto. Spegnete il fuoco e aggiungete i tuorli sbattuti, il parmigiano e la noce moscata.

Stendete il composto su un foglio di alluminio e spianatelo bene aiutandovi con un coltello bagnato. Lasciate raffreddare.

Tagliate a dischetti con un coppapasta e mettete in una pirofila col burro fuso ed un po’ di parmigiano grattugiato. Infornate a 200 gradi finchè non saranno dorati e con la crosticina.

Servite ben caldo.

Buon 25 aprile amici!

Gnocchi alla romana 2Gnocchi alla romana 3

Cosa c’è di meglio di un bel piatto di bollito di carne in una calda giornata primaverile?! Mah, diciamo che le ricette del libro di Carlo Cracco “Se vuoi fare il figo usa lo scalogno” non sono elencate in base alla stagionalità, quindi oggi tocca al bollito, in pieno agosto mi sa che sarà il turno dei tortellini in brodo, pazienza. Non ho avuto problemi con questa ricetta, ma le dosi indicate sono per 12 persone ed essendo io e il Trattore in due ho leggermente diminuito i pezzi di carne e il numero di salse di accompagnamento. Nel libro ci sono 9 salse, io ho preparato solo la salsa verde e la salsa ricca, questo per evitare di mangiare bollito di carne fino a giugno. A parte questo non ho avuto nessun incoveniente (un miracolo), quindi gustatevi questo piatto della tradizione.

Bollito misto di CraccoINGREDIENTI PER 12 PERSONE:

tenerone (dal collo o dalla coppa)

scaramella (dalla pancia o costato)

muscolo di coscia

muscoletto (lo stinco)

spalla

fiocco di punta

cappello del prete o sottopaletta

AMMENICOLI:

linguino di vitello (o lingua di manzo, che però va messa prima a marinare)

testina (con o senza musetto)

coda

zampino

gallina

cotechino

rollata (detta anche tasca ripiena)

INGREDIENTI PER LA SALSA VERDE:

50 gr di prezzemolo

un’acciuga

un cucchiaino di aceto

3 o 4 cucchiai d’olio

acqua

INGREDIENTI PER LA SALSA RICCA:

come la salsa verde con in più:

10 gr di capperi

20 gr di olive denocciolate (le taggiasche vanno bene)

INGREDIENTI PER IL BRODO:

2 cipolle

2 gambi di sedano

2 carote

rosmarino

alloro

4 chiodi di garofano

sale e pepe

 

Tagliate a metà le cipolle per il largo, appogiatele dalla parte tagliata in padella e fatela bruciare, poi infilzateci i chiodi  di garofano e togliete dal fuoco.

In una pentola molto capiente con abbondante acqua fredda mettete una manciata di sale, una cipolla, un gambo di sedano, una carota, rosmarino, alloro e pepe. Fate bollire per almeno mezz’ora, abbassate un po’ il fuoco e aggiungete uno alla volta i tagli di carne. Durante la cottura l’acqua deve sempre bollire ma non troppo forte, per almeno 2 ore e mezza. Per verificare se la carne è cotta infilzatela con uno stecco di legno: deve essere morbida e lasciarsi penetrare senza fare resistenza (smettete di fare battute sconce).

A parte, in un’altra pentola piena di acqua fredda leggermente salata, mettete una cipolla, un gambo di sedano, una carota, rosmarino, alloro e pepe. Aspettate che l’acqua bolla quindi cuocete gli ammenicoli per 2 ore e mezza (buttate il loro brodo, non è buono).

Per la salsa verde e la salsa ricca tritate insieme tutti gli ingredienti, aggiungendo l’acqua un po’ per volta fino ad ottenere la giusta consistenza.

Servite la carne con le sue salse.

Buon sabato sera a tutti.

Bollito misto di Cracco 2Bollito misto di Cracco 3

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